La bolletta arriva dopo.

Dopo che il riscaldamento è stato acceso. Dopo le prime settimane di freddo. Dopo che l’edificio ha iniziato a consumare energia per mantenere gli ambienti alla temperatura desiderata.

Ma una parte di ciò che leggeremo su quella bolletta è stata decisa molto prima.

Perché la dispersione energetica nel foro finestra, così come negli altri punti sensibili dell’involucro, non nasce quando accendiamo il riscaldamento.

Nasce dalle scelte con cui l’edificio è stato progettato e costruito.

Dalla continuità dell’isolamento.
Dalla corretta gestione dei ponti termici.
Dall’integrazione tra i diversi componenti.

In altre parole:

il consumo arriva dopo.
La dispersione si decide prima.

La bolletta racconta ciò che il progetto ha deciso prima

Quando pensiamo all’efficienza energetica di una casa, è naturale concentrarsi sui consumi.

Quanto consuma la caldaia?
Quanto costa riscaldare gli ambienti?
Quale temperatura impostiamo?
Per quante ore rimane acceso l’impianto?

Sono domande importanti.

Ma raccontano soltanto una parte del problema.

Prima ancora di chiedersi quanta energia utilizziamo per riscaldare un edificio, bisognerebbe chiedersi:

quanto è capace quell’edificio di conservarla?

Un involucro ben progettato deve contribuire a limitare gli scambi termici indesiderati e a mantenere condizioni interne più stabili.

Quando questa continuità viene interrotta, possono crearsi punti critici attraverso i quali il calore trova una strada più facile verso l’esterno.

È qui che entrano in gioco i ponti termici.

E uno dei punti dell’involucro nel quale si concentrano più connessioni è proprio il foro finestra.

Perché il foro finestra è un nodo critico dell’involucro

Una finestra, in un disegno architettonico, può sembrare semplicemente un’apertura nella parete.

Nella realtà costruttiva è molto di più.

Nel foro finestra si incontrano infatti muratura, isolamento, serramento, sistemi oscuranti e diversi elementi tecnici che devono dialogare tra loro.

Per questo non è sufficiente considerare singolarmente le prestazioni del serramento o della parete.

È necessario osservare come questi elementi vengono collegati.

Il monoblocco New Coming è progettato proprio come sistema prefabbricato di raccordo tra muratura e serramento, integrando cassonetto termico, controtelaio termico, davanzale termico e sottobancale con l’obiettivo di garantire continuità all’isolamento del foro finestra.

Scopri di più sul monoblocco New Coming: –> Monoblocco New Coming

È un cambio di prospettiva importante:

non guardare soltanto alla finestra.
Guardare al sistema che la collega all’edificio.

La dispersione energetica nasce nelle connessioni

Possiamo scegliere materiali con ottime caratteristiche isolanti.

Possiamo installare serramenti performanti.

Possiamo realizzare un involucro ad alta efficienza.

Ma le prestazioni complessive dipendono anche dalla capacità di mantenere continuità nei punti in cui elementi differenti si incontrano.

Ed è proprio in queste connessioni che la progettazione del foro finestra diventa determinante.

Pensiamo, per esempio, alle spallette laterali.

La correzione dei ponti termici laterali contribuisce alla continuità isolante del nodo finestra, alla gestione dei flussi termici e al comportamento complessivo dell’involucro.

→ Approfondisci: → articolo Blog New Coming: Correzione dei ponti termici laterali del foro finestra: il ruolo delle spallette termiche: Spallette termiche e ponti termici laterali

Non esiste un solo punto critico

Il foro finestra non ha però soltanto due lati.

La continuità deve essere considerata lungo l’intero perimetro.

Anche la parte inferiore dell’apertura può diventare un punto sensibile.

Il sottobancale New Coming, per esempio, è progettato per assicurare l’isolamento del quarto lato del foro finestra e ridurre i ponti termici in prossimità del serramento. –> Sottobancale New Coming

Lo stesso principio vale per il controtelaio termico, componente del monoblocco studiato per garantire continuità di isolamento e correggere i ponti termici in corrispondenza dell’infisso. –> Controtelaio termico New Coming

E vale per il davanzale termico, sviluppato per intervenire sulle dispersioni in corrispondenza della parte inferiore del foro finestra e prodotto su misura per adattarsi alle differenti configurazioni progettuali. –> Davanzale termico New Coming

Il punto, quindi, non è individuare un unico componente responsabile delle prestazioni.

È progettare correttamente le relazioni tra tutti i componenti.

Dal singolo componente al sistema foro finestra

È qui che cambia il modo di leggere il problema.

Se osserviamo ogni elemento separatamente, possiamo avere:

una buona parete;
un buon isolamento;
un buon serramento;
un buon cassonetto;
un buon davanzale.

Ma l’efficienza dell’edificio non dipende soltanto dalla somma delle prestazioni dichiarate dei singoli elementi.

Conta anche ciò che accade tra un elemento e l’altro.

Il monoblocco nasce proprio per affrontare il foro finestra come sistema integrato e garantire continuità tra i suoi diversi componenti, contribuendo a ridurre i punti critici che possono generare dispersioni energetiche.

Per questo parlare di dispersione energetica nel foro finestra significa parlare prima di tutto di progettazione.

Non soltanto di prodotti.

Il comfort non è solo una temperatura

C’è poi un altro aspetto che spesso sfugge quando si parla esclusivamente di consumi.

L’efficienza energetica non riguarda soltanto quanto spendiamo.

Riguarda anche come viviamo gli ambienti.

Una superficie interna molto fredda, una zona vicina alla finestra percepita come meno confortevole o una temperatura interna poco uniforme possono influenzare la sensazione di benessere anche quando il termostato indica apparentemente la temperatura corretta.

Per questo comfort ed efficienza energetica sono strettamente collegati.

Ridurre i punti critici dell’involucro significa lavorare anche sulla stabilità delle condizioni interne e sulla qualità percepita degli spazi.

È un tema che non riguarda soltanto l’inverno.

Lo stesso principio della continuità dell’involucro è rilevante anche durante i mesi più caldi, quando il problema si ribalta e l’obiettivo diventa limitare l’ingresso del calore esterno.

Leggi anche:  → articolo Blog New Coming: Comfort estivo e foro finestra

Progettare oggi il comfort di domani

La prima bolletta dell’inverno arriva quando l’edificio è già stato costruito.

A quel punto molte delle decisioni che ne influenzeranno il comportamento energetico sono già state prese.

Per questo la vera domanda non dovrebbe essere soltanto:

quanto consumerà questo edificio?

Ma anche:

quanto bene riuscirà a conservare l’energia che utilizzeremo per renderlo confortevole?

Nel foro finestra, la risposta passa dalla corretta integrazione tra muratura, isolamento, serramento e componenti tecnici.

Passa dalla continuità.

Passa dalla gestione dei ponti termici.

Passa dalla capacità di considerare il foro finestra non come una semplice apertura, ma come un sistema da progettare.

Perché il comfort lo percepiamo dopo.

Ma lo costruiamo prima.