Perché d’estate tenere le finestre chiuse peggiora la qualità dell’aria in casa

Con l’arrivo dell’estate cambia il modo in cui viviamo la casa.

Le temperature aumentano, il climatizzatore diventa un alleato indispensabile e il primo gesto che compiamo è quasi sempre lo stesso: chiudere porte e finestre per impedire al caldo di entrare.

È un comportamento naturale.

Mantenere gli ambienti chiusi permette infatti di conservare una temperatura più gradevole e ridurre il lavoro dell’impianto di climatizzazione.

Ma esiste un effetto collaterale di cui si parla ancora troppo poco.

Se l’aria non viene ricambiata per molte ore, anche una casa fresca può diventare un ambiente poco salubre.

Il comfort abitativo, infatti, non dipende soltanto dalla temperatura.

Dipende anche dalla qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno.

Una casa fresca non significa necessariamente una casa sana

Molti associano il concetto di benessere estivo alla sola temperatura.

Se il termometro segna 25 °C, si pensa automaticamente di trovarsi in un ambiente confortevole. In realtà il nostro organismo percepisce molti altri fattori.

Tra questi:

  • la concentrazione di anidride carbonica (CO2);
  • il livello di umidità relativa;
  • la presenza di composti organici volatili (VOC);
  • polveri sottili;
  • allergeni;
  • odori e sostanze prodotte dalle normali attività domestiche.

Quando finestre e porte rimangono chiuse per molte ore, questi elementi tendono ad accumularsi progressivamente.

L’aria diventa più pesante.

Gli ambienti sembrano meno piacevoli.

La sensazione di benessere diminuisce, anche se la temperatura rimane costante.

Perché in estate ricambiamo l’aria sempre meno

Durante l’inverno siamo abituati ad aprire le finestre per pochi minuti, anche quando fa freddo.

In estate, invece, succede spesso il contrario.

L’aria esterna è molto più calda di quella interna.

Aprire le finestre significa far entrare calore e costringere il climatizzatore a lavorare ancora di più.

Per questo motivo molte persone preferiscono lasciare gli infissi chiusi per tutta la giornata.

È una scelta comprensibile.

Ma dal punto di vista della qualità dell’aria comporta una riduzione significativa del ricambio naturale.

L’aria presente negli ambienti continua quindi a essere respirata, riscaldata e caricata di umidità e sostanze inquinanti prodotte dalla normale vita domestica.

L’aria indoor può essere più inquinata di quanto immaginiamo

Ogni giorno, all’interno delle nostre abitazioni, vengono prodotte numerose sostanze che si accumulano nell’aria.

Respirando emettiamo anidride carbonica.

Cucinando liberiamo vapore e particelle.

Detergenti, mobili, vernici e materiali da costruzione possono rilasciare composti organici volatili. Anche una semplice doccia aumenta il livello di umidità degli ambienti.

Senza un adeguato ricambio dell’aria, tutti questi elementi tendono a concentrarsi progressivamente.

Il risultato non è sempre immediatamente percepibile.

Molto spesso si manifesta attraverso piccoli segnali quotidiani:

  • aria pesante;
  • sensazione di ambiente “chiuso”;
  • odori persistenti;
  • maggiore umidità;
  • stanchezza;
  • difficoltà di concentrazione.

Sono situazioni che molte persone attribuiscono al caldo.

In realtà possono dipendere anche dalla scarsa ventilazione degli ambienti.

Gli edifici moderni sono più efficienti… ma anche più ermetici

Negli ultimi anni il settore edilizio ha compiuto enormi passi avanti.

Gli edifici contemporanei sono progettati per limitare le dispersioni energetiche.

L’involucro edilizio è sempre più performante.

Il foro finestra viene studiato per garantire continuità isolante.

Gli infissi assicurano elevate prestazioni di tenuta all’aria.

Tutto questo rappresenta un grande vantaggio dal punto di vista energetico.

Ma comporta anche una conseguenza.

Riducendo gli spifferi e le infiltrazioni incontrollate diminuisce anche il ricambio naturale dell’aria. Se un tempo parte della ventilazione avveniva spontaneamente attraverso le dispersioni dell’edificio, oggi questo fenomeno è molto più limitato.

Di conseguenza il ricambio dell’aria deve essere gestito in modo diverso.

Il comfort abitativo è cambiato

Per molti anni il concetto di comfort è stato legato quasi esclusivamente alla temperatura.

Oggi sappiamo che il benessere degli ambienti dipende da un equilibrio molto più complesso.

Un edificio realmente performante deve garantire contemporaneamente:

  • temperatura stabile;
  • corretta umidità;
  • qualità dell’aria;
  • riduzione dei consumi energetici;
  • continuità dell’involucro edilizio.

Questi aspetti non possono più essere affrontati separatamente.

Sono parte dello stesso sistema.

Ed è proprio questa visione integrata che caratterizza l’edilizia contemporanea.

Aprire le finestre non è sempre la risposta migliore

La soluzione più immediata sembrerebbe quella di aprire frequentemente le finestre.

Durante l’estate, però, questa scelta presenta alcuni limiti.

Nelle ore più calde significa introdurre aria ad alta temperatura.

Il climatizzatore dovrà quindi raffrescare nuovamente gli ambienti.

Inoltre, nelle aree urbane, insieme all’aria possono entrare:

  • polveri;
  • pollini;
  • rumore;
  • inquinanti provenienti dal traffico.

Diventa quindi evidente come oggi il problema non sia soltanto cambiare aria, ma farlo nel modo corretto.

La qualità dell’aria è diventata parte integrante del comfort abitativo

Negli edifici ad alta efficienza energetica parlare di comfort significa parlare contemporaneamente di:

  • isolamento;
  • continuità dell’involucro;
  • controllo dei flussi termici;
  • qualità dell’aria indoor.

Non basta più mantenere fresca la casa.

È necessario garantire anche un ricambio continuo dell’aria senza compromettere l’efficienza energetica dell’edificio.

Per questo motivo la qualità dell’aria rappresenta oggi uno dei temi più importanti nella progettazione del comfort abitativo.

Il futuro del comfort passa dall’integrazione

Così come negli ultimi anni il foro finestra è diventato uno degli elementi più strategici dell’involucro edilizio per il controllo dei ponti termici e della continuità isolante, oggi assume un ruolo sempre più importante anche nella gestione della qualità dell’aria.

L’evoluzione dell’edilizia non consiste nell’aggiungere nuove tecnologie, ma nell’integrare funzioni diverse in un unico sistema capace di migliorare contemporaneamente:

  • efficienza energetica;
  • comfort termico;
  • qualità dell’aria;
  • benessere abitativo.

Comprendere questa evoluzione significa affrontare il tema del comfort in modo più completo e consapevole.

Il comfort non dipende solo dalla temperatura

Durante l’estate siamo abituati a pensare che il benessere della casa dipenda soltanto dalla capacità di mantenerla fresca.
In realtà una temperatura piacevole non basta.
La qualità dell’aria è diventata uno degli elementi che determinano il comfort abitativo degli edifici contemporanei.
Ed è proprio dalla gestione del ricambio dell’aria che parte una nuova concezione dell’involucro edilizio: più efficiente, più salubre e progettato per migliorare il benessere delle persone in ogni stagione.

Approfondisci il tema

Scopri perché negli edifici ad alta efficienza energetica il ricambio dell’aria non può più essere affidato al caso e come la Ventilazione Meccanica Controllata stia diventando parte integrante della progettazione del foro finestra e dell’involucro edilizio.