Per anni il confronto sulle prestazioni energetiche dei serramenti si è concentrato quasi esclusivamente su un dato: la trasmittanza termica del serramento, il famoso valore Uw.

Uw < 1,3 W/m²K? Bene.

Uw < 1,0 W/m²K? Ancora meglio.

Ma dal 3 giugno 2026, con l’entrata in vigore del nuovo Decreto Requisiti Minimi, il paradigma cambia in modo significativo.

Oggi non è più sufficiente dimostrare che una finestra rispetti i limiti prestazionali previsti dalla normativa. Diventa fondamentale verificare come quel serramento interagisce con l’involucro edilizio e quali prestazioni garantisce una volta installato.

Il nodo serramento-muratura entra al centro della progettazione

Le nuove prescrizioni richiamano esplicitamente la necessità di una valutazione più rigorosa dei ponti termici, facendo riferimento alle norme:

  • UNI EN ISO 10211
  • UNI EN ISO 13788

Questo significa che la verifica energetica non può più fermarsi al prodotto finestra, ma deve estendersi all’intero sistema di connessione tra serramento e muratura.

In termini pratici, elementi spesso considerati “accessori” diventano parte integrante della prestazione energetica dell’edificio:

  • spalle laterali;
  • architravi;
  • davanzali;
  • soglie;
  • cassonetti;
  • controtelai;
  • giunti di posa.

Un serramento eccellente può infatti perdere gran parte della propria efficacia se inserito in un nodo costruttivo non correttamente progettato.

La vera prestazione non è quella dichiarata, ma quella installata

È sempre più frequente trovare sul mercato serramenti con valori Uw molto bassi.

Tuttavia, la prestazione energetica reale dipende dall’intero sistema costruttivo.

Un serramento con Uw = 1,0 W/m²K installato su un foro finestra caratterizzato da ponti termici importanti può generare:

  • dispersioni energetiche superiori alle attese;
  • abbassamenti delle temperature superficiali interne;
  • rischio di condense superficiali;
  • possibile formazione di muffe;
  • peggioramento del comfort abitativo.

Per questo motivo il nuovo approccio normativo valorizza sempre più l’analisi del nodo e le simulazioni termoigrometriche in grado di verificare il comportamento reale dell’insieme edificio-serramento.

Il futuro è nel sistema foro finestra integrato

La vera evoluzione del settore non riguarda soltanto il serramento, ma il passaggio da una logica di prodotto a una logica di sistema.

Oggi il foro finestra deve essere progettato come un insieme coordinato di componenti che collaborano per garantire prestazioni energetiche, comfort e durabilità.

In questo scenario assumono un ruolo strategico tutte le soluzioni che consentono di controllare e ottimizzare il nodo di posa fin dalla fase progettuale.

L’approccio New Coming: progettare il nodo prima del serramento

Da anni New Coming sviluppa soluzioni integrate per il foro finestra con l’obiettivo di eliminare le criticità tipiche dei ponti termici e garantire continuità prestazionale tra involucro e serramento.

L’attuale evoluzione normativa conferma una direzione che il mercato sta già percorrendo: non basta scegliere una buona finestra, occorre progettare correttamente tutto ciò che la circonda.

Monoblocchi termoisolanti

I monoblocchi consentono di gestire in modo unitario il vano finestra, integrando isolamento, alloggiamento del serramento e predisposizione per i sistemi oscuranti.

La progettazione del nodo viene così standardizzata e controllata, riducendo il rischio di errori in cantiere e migliorando la continuità dell’isolamento.

Cassonetti ad alte prestazioni

Il cassonetto rappresenta storicamente uno dei punti più critici del foro finestra.

Le soluzioni ad alte prestazioni permettono di limitare dispersioni termiche, infiltrazioni d’aria e criticità acustiche, contribuendo al raggiungimento delle prestazioni richieste dagli edifici contemporanei.

Davanzali termici e taglio del ponte termico

La zona inferiore della finestra è uno dei punti maggiormente esposti alla formazione di ponti termici.

L’impiego di davanzali termici progettati per garantire continuità isolante contribuisce a migliorare il comportamento energetico del nodo e a ridurre il rischio di fenomeni condensativi.

Controtelai evoluti

Il controtelaio non può più essere considerato un semplice elemento di supporto.

Diventa parte integrante della strategia energetica del foro finestra, contribuendo alla corretta distribuzione delle prestazioni meccaniche, termiche e di tenuta all’aria.

Ventilazione Meccanica Controllata integrata

Gli edifici moderni sono sempre più performanti e sempre più ermetici.

Per questo la qualità dell’aria interna assume un’importanza crescente.

L’integrazione di sistemi VMC nel foro finestra permette di coniugare efficienza energetica, comfort abitativo e salubrità degli ambienti, evitando che l’elevata tenuta dell’involucro comprometta il ricambio d’aria necessario.

Dalla posa alla progettazione prestazionale

Il nuovo Decreto Requisiti Minimi segna un passaggio culturale importante per l’intera filiera edilizia.

La prestazione energetica non è più attribuibile a un singolo componente, ma al comportamento dell’intero sistema edificio.

Per progettisti, imprese e serramentisti diventa quindi essenziale ragionare in termini di nodo costruttivo, continuità dell’isolamento e controllo dei ponti termici.

In questo contesto il valore non risiede più soltanto nel serramento, ma nella capacità di progettare e realizzare un foro finestra realmente performante.

Perché il futuro dell’efficienza energetica non sarà determinato da una finestra migliore, ma da un sistema integrato in cui serramento, posa, involucro e ventilazione lavorano insieme come un unico organismo tecnologico.